
da venerdì 24 dicembre h 23, 00
a sabato 25 dicembre, h 12, 00
Cimitero Comunale di Giulianova (TE)
Ingresso libero
L’ARTE È MORTA.
È per questo motivo che l’artista Francescomaria Di Bonaventura espone in questo luogo. È morta anche la cultura, parola che deriva dal latino “colere”, cioè “coltivare”, e che quindi non può che finire sotto terra. I luoghi istituzionali dell’arte, i musei, sono le prime autorità a darne il triste annuncio.
Nel nostro Paese i musei non lavorano per la costruzione del sistema contemporaneo, non sostengono affatto i giovani artisti e il loro lavoro ma, a differenza di quelli americani, difendono il nostro passato. I giovani artisti hanno idee, forza ed entusiasmo, ma manca la voglia di rischiare, il coraggio di sperimentare ed allora sono annullati, assenti, invisibili.
In un Paese che ha segnato la storia dell’arte e ha costruito la sua stessa identità attraverso le grandi opere e il mecenatismo, oggi viene totalmente a mancare un reale sostegno all’Arte Contemporanea.
Non se ne parla abbastanza, non viene sostenuta; siamo fermi all’arte povera e alla transavanguardia. Niente da dire ovviamente, ma il contemporaneo è ben altro: è il lavoro di giovani artisti che si scontrano con un sistema assente che non li riconosce e non li sostiene.
È assurdo che nessuno pensi a fare un po’ di sano protezionismo, a sostenere e creare un mercato dell’Arte Italiana Contemporanea su scala nazionale ed internazionale.
Sul fronte mercato, ci sono alcune gallerie che credono nei giovani, ma sono sole contro il gigante Golia. Vogliamo una nuova riforma del sistema dell’Arte Contemporanea, più fiducia nei giovani artisti, niente IVA sulle opere d’arte e detrazione fiscale immediata, così le grandi aziende possono trovare stimolo ed interesse all’investimento culturale.
Da oggi l’arte di Francescomaria Di Bonaventura diventa “reazione” (non di tipo ideologico, ma artistico) in una cosciente interazione tra la vita dell’artista e il suo atto creativo.







































